Per questo post, prendo spunto dall'ultimo meme di Tomas:
Di base l'idea non mi dispiace poi tanto. La musica, il canto, l'esaltazione, l'alcool, il riso, possono essere benissimo veicoli di spiritualità: penso (ma forse è un esempio estremo) alle Baccanti greche, ma forse anche semplicemente le danze sacre e le sostanze psicotrope utilizzate da numerose culture del mondo.
Eppure. questo meme, appena letto, mi ha turbato. Mi riporta a galla ricordi mai veramente sepolti, e proprio per questo sgraditi, perché mai veramente metabolizzati. Sono ricordi (alcuni anche recenti) scomodi, imbarazzanti, quasi clandestini.
Approvare o non approvare? Questo meme ha dato la stura a molte riflessioni, e quindi è certo ben gradito: anche i ricordi imbarazzanti hanno qualcosa da insegnarci.
Seguirei Tomas in questa parte del suo cammino? Di lui certo mi fido a occhi chiusi, come degli altri miei compagni di cammino: di altr*, non so, meglio forse non approfondire più di tanto, perché è un'ipotesi che non riguarda il passato o il presente, ma appunto un futuro molto, molto ipotetico.
Chissà se, quando rivedrò Tomas (spero molto presto), potremo fare insieme anche questo pezzo di percorso: di certo lui mi accoglierà comunque, conosce i miei limiti, come io conosco i suoi. A differenza delle frequentazioni di un tempo, non abbiamo bisogno di fare chissà che la sera, per essere amici e compagni.
Pietra sopra sul passato? Dopo la grande orgia (si fa per dire, orgia piccina piccina) della vita "sociale da giovani" pensavo di trovare accoglienza presso la "comunità" della fobia sociale, e trovare un senso in quella militanza: un'idea che si sarebbe rivelata piuttosto presto inconsistente, a quell'epoca ancora non potevo trovare comprensione forse in nessun ambiente, ma meno che mai in gente che si riteneva fallita perché il sabato sera nessuno la invitava al pub. Ma qualcosa quell'esperienza mi ha lasciato, se dopo diversi anni sono ancora qui a parlarne.
Scoprii poi la militanza introversa... effimera quant'altre mai, ma quelle idee mi cambiarono per sempre. Poi scoprii, più di recente, che timidezza, fobia sociale, ansia sociale, introversione, estroversione, sono condizioni reali ma relative, relative a molte cose: situazioni di vita, luogo in cui si è, età, persone che si frequentano o si vorrebbero frequentare...
Al tempo del mio innamoramento per la fobia sociale, ero nettamente pro-qualcosa e contro- qualcos'altro, pensavo che le condizioni di cui sopra fossero incise nel granito, ora vedo (in termini buddhisti) il vuoto, la vacuità che sta dietro tali fenomeni, o perlomeno la intravedo. Grazie a un cammino mistico, ma questo è un altro discorso.
Giacomo Tessaro
Blog collegato al gruppo Facebook Un gruppo chiuso. Per persone chiuse e alla pagina Facebook Ansia sociale, fobia sociale, evitamento. Si parla di ansia sociale, fobia sociale, personalità evitante, timidezza, introversione ma anche di disturbi psicologici e psicologia in generale. Qualche divagazione di tanto in tanto su altri temi.
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lunedì 8 giugno 2020
domenica 31 maggio 2020
Oltre i cieli
Tomas ci propone una poesia del grande maestro sufi Jalal al-Din Rumi, punto di riferimento fondamentale non solo per il cammino spirituale di Tomas, ma per moltissimi ricercatori sinceri del Divino, che non si accontentano delle dottrine stabilite, ma ambiscono a dissetarsi dalla bocca stessa dell’Amato.
Limite alcuno non ha questo nostro deserto,
pace alcuna non ha questo cuore mio, quest'anima.
Universi su universi hanno preso immagine e forma:
quale dunque di queste immagini è l'immagine nostra?
Se tu vedrai per la strada una testa tagliata
che verso la nostra piazza sta rotolando,
chiedile, chiedile, i segreti del cuore
e ti dirà il nostro mistero nascosto.
Ah potesse, potesse un orecchio mostrarsi,
capace d'intendere dei nostri uccelli il linguaggio!
Ah potesse, potesse un uccello volare
con il rutilante collare dell'arcano di Salomone!
Che dovrei dir dunque? Che cosa sapere? Che questo racconto
è storia troppo alta per il nostro limitato potere.
Ma come tenere il silenzio, se ad ogni momento
questa mente sconvolta mi diventa ancor più sconvolta?
Pernici volano insieme, e falchi
nell'aria sottile della nostra terra montana,
In un aria che è il settimo cielo dell'aria
al cui apogeo brilla il nostro Saturno.
Non sono i sette cieli sotto al Trono, all'Empireo?
Ma oltre l'Empireo ed il Trono corre la nostra folle rivoluzione!
Anzi, a che parlar di brame d'Empireo e di Cieli?
È verso il giardino di Unione Perfetta che vola il nostro sentiero!
Lascia questo discorso e più non chiedermi nulla,
che la nostra storia è interrotta, è spezzata.
E ormai Salah ad Din*, l'amico, ti mostrerà
la bellezza Suprema del nostro Imperatore e Sovrano.
*Salah ad Din è il maestro successore di Rumi
Tratto da Poesie mistiche, Rizzoli, 1994
Limite alcuno non ha questo nostro deserto,
pace alcuna non ha questo cuore mio, quest'anima.
Universi su universi hanno preso immagine e forma:
quale dunque di queste immagini è l'immagine nostra?
Se tu vedrai per la strada una testa tagliata
che verso la nostra piazza sta rotolando,
chiedile, chiedile, i segreti del cuore
e ti dirà il nostro mistero nascosto.
Ah potesse, potesse un orecchio mostrarsi,
capace d'intendere dei nostri uccelli il linguaggio!
Ah potesse, potesse un uccello volare
con il rutilante collare dell'arcano di Salomone!
Che dovrei dir dunque? Che cosa sapere? Che questo racconto
è storia troppo alta per il nostro limitato potere.
Ma come tenere il silenzio, se ad ogni momento
questa mente sconvolta mi diventa ancor più sconvolta?
Pernici volano insieme, e falchi
nell'aria sottile della nostra terra montana,
In un aria che è il settimo cielo dell'aria
al cui apogeo brilla il nostro Saturno.
Non sono i sette cieli sotto al Trono, all'Empireo?
Ma oltre l'Empireo ed il Trono corre la nostra folle rivoluzione!
Anzi, a che parlar di brame d'Empireo e di Cieli?
È verso il giardino di Unione Perfetta che vola il nostro sentiero!
Lascia questo discorso e più non chiedermi nulla,
che la nostra storia è interrotta, è spezzata.
E ormai Salah ad Din*, l'amico, ti mostrerà
la bellezza Suprema del nostro Imperatore e Sovrano.
*Salah ad Din è il maestro successore di Rumi
Tratto da Poesie mistiche, Rizzoli, 1994
domenica 12 aprile 2020
The Path
Look at stars above
Drop your heavy load
Walk the path of love
Walk the road to God
Guarda le stelle lassù
lascia cadere il tuo carico pesante
cammina sul sentiero dell’amore
cammina sulla strada che va a Dio.
Tomas
Drop your heavy load
Walk the path of love
Walk the road to God
Guarda le stelle lassù
lascia cadere il tuo carico pesante
cammina sul sentiero dell’amore
cammina sulla strada che va a Dio.
Tomas
lunedì 6 aprile 2020
Inno allo Spirito Santo
Inno alla Spirito Santo di Simone detto il nuovo Teologo, santo e mistico cristiano ortodosso (intorno all'anno 1000). Sono evidenti le similitudini con la teologia (semi)agnostica del divinitismo.
"Se la creatura comprendesse il creatore e lo pensasse interamente qual'è e potesse esprimerlo con la parola o la scrittura, il prodotto sarebbe più potente del suo creatore" (Inno 21:144-7)
Vieni, luce vera.
Vieni vita eterna.
Vieni, mistero nascosto.
Vieni tesoro senza nome.
Vieni realtà ineffabile.
Vieni persona inconcepibile.
Vieni, felicità senza fine.
Vieni, luce senza tramonto.
Vieni, risveglio di chi dorme.
Vieni, risurrezione dei morti.
Vieni, o potente, che sempre fai e trasformi le cose col tuo volere.
Vieni, invisibile, intangibile e impalpabile.
Vieni, tu che sempre rimani immobile,
e ad ogni istante ti muovi e vieni a noi
addormentati negli inferi, tu che sei sopra i cieli.
Vieni, nome diletto e ovunque ripetuto,
di cui non possiamo esprimere l’essere
né conoscere la natura.
Vieni, gioia eterna.
Vieni corona incorruttibile.
Vieni, porpora del grande re nostro Dio.
Vieni cintura cristallina e costellata di gioielli.
Vieni destra sovrana.
Vieni, tu che hai desiderato la nostra povera anima.
Vieni tu, il Solo verso chi è solo.
Vieni tu che mi hai separato da tutto
e fatto solitario in questo mondo.
Vieni, tu diventato in me desiderio.
Vieni mio soffio e mia vita.
Vieni, consolazione della mia povera anima.
Vieni, mia gioia, mia gloria, mia delizia senza fine.
Ti ringrazio d’essere sceso a diventare
un solo spirito con me, senza confusione,
senza mutazione, senza trasformazione,
tu il Dio al di sopra di tutto,
e d’esserti fatto a tutti cibo ineffabile e gratuito
che senza fine straripi inesauribilmente
e zampilli alla fonte del mio cuore.
Grazie per esserti fatto per me luce senza tramonto,
sole senza declino, perché non hai dove nasconderti,
tu che riempi l’universo della tua gloria.
Siamo noi invece a volerci nascondere da te.
Vieni Signore, pianta oggi in me la tua tenda ;
costruisci la tua casa e rimani eternamente
inseparabilmente in me, tuo servo, perché alla fine anch’io mi ritrovi in te
e con te regni, Dio al di sopra di tutto.
Conservami incrollabile nella fede, e vedendoti,
io che son morto, vivrò ; e possedendoti,
io il povero, sarò sempre ricco più di tutti i re ;
e mangiandoti e bevendoti, vestendomi di te, vada di delizia in delizia:
tu sei il vero bene, la vera gloria, la vera gioia ;
a te appartiene la gloria,
o santa, consustanziale e vivificante Trinità,
ora e sempre e nei secoli dei secoli.
Amen
Tomas
"Se la creatura comprendesse il creatore e lo pensasse interamente qual'è e potesse esprimerlo con la parola o la scrittura, il prodotto sarebbe più potente del suo creatore" (Inno 21:144-7)
Vieni, luce vera.
Vieni vita eterna.
Vieni, mistero nascosto.
Vieni tesoro senza nome.
Vieni realtà ineffabile.
Vieni persona inconcepibile.
Vieni, felicità senza fine.
Vieni, luce senza tramonto.
Vieni, risveglio di chi dorme.
Vieni, risurrezione dei morti.
Vieni, o potente, che sempre fai e trasformi le cose col tuo volere.
Vieni, invisibile, intangibile e impalpabile.
Vieni, tu che sempre rimani immobile,
e ad ogni istante ti muovi e vieni a noi
addormentati negli inferi, tu che sei sopra i cieli.
Vieni, nome diletto e ovunque ripetuto,
di cui non possiamo esprimere l’essere
né conoscere la natura.
Vieni, gioia eterna.
Vieni corona incorruttibile.
Vieni, porpora del grande re nostro Dio.
Vieni cintura cristallina e costellata di gioielli.
Vieni destra sovrana.
Vieni, tu che hai desiderato la nostra povera anima.
Vieni tu, il Solo verso chi è solo.
Vieni tu che mi hai separato da tutto
e fatto solitario in questo mondo.
Vieni, tu diventato in me desiderio.
Vieni mio soffio e mia vita.
Vieni, consolazione della mia povera anima.
Vieni, mia gioia, mia gloria, mia delizia senza fine.
Ti ringrazio d’essere sceso a diventare
un solo spirito con me, senza confusione,
senza mutazione, senza trasformazione,
tu il Dio al di sopra di tutto,
e d’esserti fatto a tutti cibo ineffabile e gratuito
che senza fine straripi inesauribilmente
e zampilli alla fonte del mio cuore.
Grazie per esserti fatto per me luce senza tramonto,
sole senza declino, perché non hai dove nasconderti,
tu che riempi l’universo della tua gloria.
Siamo noi invece a volerci nascondere da te.
Vieni Signore, pianta oggi in me la tua tenda ;
costruisci la tua casa e rimani eternamente
inseparabilmente in me, tuo servo, perché alla fine anch’io mi ritrovi in te
e con te regni, Dio al di sopra di tutto.
Conservami incrollabile nella fede, e vedendoti,
io che son morto, vivrò ; e possedendoti,
io il povero, sarò sempre ricco più di tutti i re ;
e mangiandoti e bevendoti, vestendomi di te, vada di delizia in delizia:
tu sei il vero bene, la vera gloria, la vera gioia ;
a te appartiene la gloria,
o santa, consustanziale e vivificante Trinità,
ora e sempre e nei secoli dei secoli.
Amen
Tomas
giovedì 26 marzo 2020
Sii benigna con me...
Tomas, amante delle tradizioni religiose mediterranee e devoto della Dea Madre (che svolge un ruolo centrale nel divinitismo, il sistema religioso da lui ideato), ci propone un estratto di un antico inno magico a Selene, tratto dai Papyri Grecae Magicae, I, IV, 2786.
La devozione alla Dea Madre, o Grande Dea, è fondamentale per Tomas e me nel nostro sforzo di vivere una vita divina, l’unica degna di essere veramente vissuta. La Dea ci aiuta in ogni nostro sforzo, ed è sempre pronta a mostrarsi a noi in visione e in meditazione. Da questo frammento possiamo vedere quanto sia potente questa Regina dell’Universo, quanto sia padrona del cosmo e sollecita verso i suoi devoti e devote. È decisamente uno dei lati più affascinanti del Divino, del Grande Mistero.
Sii benigna con me e ascoltami graziosamente
tu che l'ampio cosmo governi di notte,
che temono i demoni e di cui tremano gli immortali,
Dea esaltatrice di uomini, dai molti nomi, nata bella,
dagli occhi di toro, dotata di corna, generatrice di Dèi e uomini,
e Physis, Madre Universale: giacché tu erri nell'Olimpo
e vaghi attorno l'ampio e infinito abisso,
principio e fine sei tu e su tutti regni tu sola:
da te è tutto e in te, o Eterna, finisce tutto...
Illustrazione di Patrisska | DeviantArt
La devozione alla Dea Madre, o Grande Dea, è fondamentale per Tomas e me nel nostro sforzo di vivere una vita divina, l’unica degna di essere veramente vissuta. La Dea ci aiuta in ogni nostro sforzo, ed è sempre pronta a mostrarsi a noi in visione e in meditazione. Da questo frammento possiamo vedere quanto sia potente questa Regina dell’Universo, quanto sia padrona del cosmo e sollecita verso i suoi devoti e devote. È decisamente uno dei lati più affascinanti del Divino, del Grande Mistero.
Sii benigna con me e ascoltami graziosamente
tu che l'ampio cosmo governi di notte,
che temono i demoni e di cui tremano gli immortali,
Dea esaltatrice di uomini, dai molti nomi, nata bella,
dagli occhi di toro, dotata di corna, generatrice di Dèi e uomini,
e Physis, Madre Universale: giacché tu erri nell'Olimpo
e vaghi attorno l'ampio e infinito abisso,
principio e fine sei tu e su tutti regni tu sola:
da te è tutto e in te, o Eterna, finisce tutto...
Illustrazione di Patrisska | DeviantArt
domenica 1 marzo 2020
La vita è così
... E non chiamare nessuno
quando stai male,
tanto con gli stronzi
è inutile parlare.
Bere una birra
seduto per strada,
farsene un'altra,
la paranoia è passata.
Vivere, lottare,
imparare a campare,
soffrire, godere,
continuare a sognare...
Tomas
quando stai male,
tanto con gli stronzi
è inutile parlare.
Bere una birra
seduto per strada,
farsene un'altra,
la paranoia è passata.
Vivere, lottare,
imparare a campare,
soffrire, godere,
continuare a sognare...
Tomas
sabato 29 febbraio 2020
EMERGENZA CLIMATICA!!
Pubblichiamo un appello giratoci da Tomas, attivo in vari gruppi di attivisti per la società e molto attento alle questioni ecologiche e climatiche.
Aumenta lo scioglimento dei ghiacci al Polo Sud, dove è stata registrata a Febbraio la temperatura record di 20,7 gradi.
In Antartide, dagli anni '80, la quantità di ghiaccio persa ogni anno si è moltiplicata per sei volte, ed in alcune sue zone la temperatura è aumentata di tre gradi negli ultimi 50 anni, come dichiara l'Organizzazione Metereologica Mondiale.
Sono urgenti misure drastiche a livello nazionale e mondiale per contrastare il cambiamento del clima, che potrebbe, o forse lo ha già fatto, innescare reazioni a catena di gravità incalcolabile.
Il nostro governo e le grandi potenze, le principali responsabili delle emissioni inquinanti, stanno facendo pochissimo in questo senso, mentre la crisi climatica peggiora rapidamente. Anche la COP25, la conferenza ONU sul clima, si è conclusa con un sostanziale nulla di fatto.
Chiediamo provvedimenti radicali per fermare questo disastro, prodotto da un sistema scellerato, finalizzato al profitto dei pochi privilegiati ai danni della grande maggioranza della popolazione e dell'ecosistema.
Anche in Italia la lotta all'inquinamento dovrebbe essere tra le priorità, oltre che per l'emergenza globale, perché la Pianura Padana è l'area più inquinata d'Europa, e per il livello delle emissioni nelle grandi città, come recentemente a Roma, per esempio.
Mobilitiamoci tutti/e per il futuro del pianeta e dell'umanità !!
Difendendo l'ambiente naturale difendi anche tutti gli esseri viventi !!
Tomas
Aumenta lo scioglimento dei ghiacci al Polo Sud, dove è stata registrata a Febbraio la temperatura record di 20,7 gradi.
In Antartide, dagli anni '80, la quantità di ghiaccio persa ogni anno si è moltiplicata per sei volte, ed in alcune sue zone la temperatura è aumentata di tre gradi negli ultimi 50 anni, come dichiara l'Organizzazione Metereologica Mondiale.
Sono urgenti misure drastiche a livello nazionale e mondiale per contrastare il cambiamento del clima, che potrebbe, o forse lo ha già fatto, innescare reazioni a catena di gravità incalcolabile.
Il nostro governo e le grandi potenze, le principali responsabili delle emissioni inquinanti, stanno facendo pochissimo in questo senso, mentre la crisi climatica peggiora rapidamente. Anche la COP25, la conferenza ONU sul clima, si è conclusa con un sostanziale nulla di fatto.
Chiediamo provvedimenti radicali per fermare questo disastro, prodotto da un sistema scellerato, finalizzato al profitto dei pochi privilegiati ai danni della grande maggioranza della popolazione e dell'ecosistema.
Anche in Italia la lotta all'inquinamento dovrebbe essere tra le priorità, oltre che per l'emergenza globale, perché la Pianura Padana è l'area più inquinata d'Europa, e per il livello delle emissioni nelle grandi città, come recentemente a Roma, per esempio.
Mobilitiamoci tutti/e per il futuro del pianeta e dell'umanità !!
Difendendo l'ambiente naturale difendi anche tutti gli esseri viventi !!
Tomas
giovedì 30 gennaio 2020
Cos'è l'I Kuan Tao, in breve
Ringrazio Tomas per avermi richiesto una breve descrizione della religione presso la quale ho ricevuto il Tao, per una delle sue pagine Facebook. È una presentazione scritta dal punto di vista del sincretismo religioso, che è uno dei maggiori punti di interesse mio e di Tomas, ma credo vada bene come introduzione generale. Non mancherà occasione, in un prossimo futuro, di parlare più estesamente dell'I Kuan Tao.
L’I Kuan Tao (Yiguandao nella trascrizione pinyin della lingua cinese), ovvero “la Via che conduce all’Uno”, è una religione sincretica cinese che ha preso forma nei primi decenni del ‘900, ma rifacendosi a tradizioni molto più antiche. Questa religione attinge infatti a piene mani dalle dottrine e dalle iconografie della religione popolare cinese, misto di taoismo, confucianesimo e buddhismo, e si rifà anche, in parte, al cristianesimo (importanza della Bibbia) e all’islam (la cui preghiera comune assomiglia in modo sorprendente a quella I Kuan Tao). A seconda del luogo e della divisione a cui appartiene, una congregazione locale può studiare approfonditamente i testi classici cinesi, oppure rifarsi in modo particolare al buddhismo, oppure ancora dare grande rilevanza alla Bibbia e a Gesù.
Interessante il pantheon I Kuan Tao: vengono venerate diverse figure di Buddha, “santi”, immortali e antenati, tutti subordinati all’Eterna Madre Primordiale, espressione compassionevole del Tao, che nell’altare è simboleggiata da una lampada accesa. Oltre alla Lampada della Madre, su un altare I Kuan Tao compaiono quasi sempre il Buddha a venire, ovvero Maitreya (a volte sostituito dal Buddha storico Shakyamuni), la Bodhisattva Guanyin (Avalokitesvara per gli Indiani e Kannon per i Giapponesi, che simboleggia l’infinita compassione), e il Buddha vivente Jigong, singolare figura di monaco della più pura tradizione cinese. In mancanza di statue adeguate, queste possono essere sostituite da uno specchio. Le figure delle tradizioni asiatiche, inoltre, possono essere sostitute da immagini cristiane.
Su un altare non possono mai mancare nemmeno piramidi di frutti di stagione, sacrificio incruento offerto alla Madre e ai Buddha. Tutto il culto I Kuan Tao, infatti, è un culto di ringraziamento e di lode, con prostrazioni ritmiche che, come detto, ricordano la preghiera islamica (pur essendo l’I Kuan Tao tutt’altro che iconoclasta).
L’I Kuan Tao è un interessante esempio di religione che, uscita dall’alveo della tradizione cinese, ha saputo conquistare molti praticanti non solo tra i Cinesi risiedenti nei Paesi asiatici, in Europa e in America, ma anche fra gli Occidentali e gli abitanti del subcontinente indiano. I maestri e le maestre I Kuan Tao offrono il Tao a chiunque si senta spinto a riceverlo, ma senza chiedere a nessuno di cambiare religione: ricevere il Tao è necessario per sfuggire con facilità alla ruota del samsara, ma l’I Kuan Tao insegna che ogni religione promana dal Tao, ed è una strada verso il Tao stesso. C’è poi la possibilità di vivere questa tradizione come religione vera e propria, con templi e riti, ma senza il bisogno di rinnegare la propria religione di partenza.
L’I Kuan Tao (Yiguandao nella trascrizione pinyin della lingua cinese), ovvero “la Via che conduce all’Uno”, è una religione sincretica cinese che ha preso forma nei primi decenni del ‘900, ma rifacendosi a tradizioni molto più antiche. Questa religione attinge infatti a piene mani dalle dottrine e dalle iconografie della religione popolare cinese, misto di taoismo, confucianesimo e buddhismo, e si rifà anche, in parte, al cristianesimo (importanza della Bibbia) e all’islam (la cui preghiera comune assomiglia in modo sorprendente a quella I Kuan Tao). A seconda del luogo e della divisione a cui appartiene, una congregazione locale può studiare approfonditamente i testi classici cinesi, oppure rifarsi in modo particolare al buddhismo, oppure ancora dare grande rilevanza alla Bibbia e a Gesù.
Interessante il pantheon I Kuan Tao: vengono venerate diverse figure di Buddha, “santi”, immortali e antenati, tutti subordinati all’Eterna Madre Primordiale, espressione compassionevole del Tao, che nell’altare è simboleggiata da una lampada accesa. Oltre alla Lampada della Madre, su un altare I Kuan Tao compaiono quasi sempre il Buddha a venire, ovvero Maitreya (a volte sostituito dal Buddha storico Shakyamuni), la Bodhisattva Guanyin (Avalokitesvara per gli Indiani e Kannon per i Giapponesi, che simboleggia l’infinita compassione), e il Buddha vivente Jigong, singolare figura di monaco della più pura tradizione cinese. In mancanza di statue adeguate, queste possono essere sostituite da uno specchio. Le figure delle tradizioni asiatiche, inoltre, possono essere sostitute da immagini cristiane.
Su un altare non possono mai mancare nemmeno piramidi di frutti di stagione, sacrificio incruento offerto alla Madre e ai Buddha. Tutto il culto I Kuan Tao, infatti, è un culto di ringraziamento e di lode, con prostrazioni ritmiche che, come detto, ricordano la preghiera islamica (pur essendo l’I Kuan Tao tutt’altro che iconoclasta).
L’I Kuan Tao è un interessante esempio di religione che, uscita dall’alveo della tradizione cinese, ha saputo conquistare molti praticanti non solo tra i Cinesi risiedenti nei Paesi asiatici, in Europa e in America, ma anche fra gli Occidentali e gli abitanti del subcontinente indiano. I maestri e le maestre I Kuan Tao offrono il Tao a chiunque si senta spinto a riceverlo, ma senza chiedere a nessuno di cambiare religione: ricevere il Tao è necessario per sfuggire con facilità alla ruota del samsara, ma l’I Kuan Tao insegna che ogni religione promana dal Tao, ed è una strada verso il Tao stesso. C’è poi la possibilità di vivere questa tradizione come religione vera e propria, con templi e riti, ma senza il bisogno di rinnegare la propria religione di partenza.
Giacomo Tessaro
giovedì 16 gennaio 2020
Paura del destino
Tomas ci propone un'altra citazione di Carl Gustav Jung. Non mi sentirei di scrivere nemmeno queste pochissime righe di commento, perché davvero in questa citazione sta gran parte del dramma della vita di molti introversi e sociofobici, affamati di vita, ma incapaci di viverla appieno. Direi che in parte la causa è da rinvenire nella natura stessa dell'introversione (e tanto più della fobia sociale), ma in gran parte, e qui mi limito a parlare degli introversi, la scarsa comprensione della natura di questa "cosa" misteriosa che abbiamo dentro, che tutti sembrano disprezzare, chiude all'introverso la porta di molte esperienze che, in realtà, potrebbe benissimo fare. Altro cosa, credo, è quell'eterna esitazione che non ci permette di lanciarci nemmeno in acque tranquille, per paura di fallire. Non so se sia tipica degli introversi, ma mi ci ritrovo appieno, meno di un tempo, ma è comunque un tratto ancora molto presente in me.
La paura del destino è un fenomeno assai comprensibile, perché il destino è incalcolabile, incommensurabile, pieno di pericoli sconosciuti. L’eterna esitazione del nevrotico a lanciarsi nella vita è prontamente spiegata da questo desiderio di stare da parte per non essere coinvolto nella lotta pericolosa dell’esistenza. Ma chiunque rifiuti di fare esperienza della vita deve soffocare il proprio desiderio di vivere - in altre parole, deve commettere un parziale suicidio.
Giacomo Tessaro
La paura del destino è un fenomeno assai comprensibile, perché il destino è incalcolabile, incommensurabile, pieno di pericoli sconosciuti. L’eterna esitazione del nevrotico a lanciarsi nella vita è prontamente spiegata da questo desiderio di stare da parte per non essere coinvolto nella lotta pericolosa dell’esistenza. Ma chiunque rifiuti di fare esperienza della vita deve soffocare il proprio desiderio di vivere - in altre parole, deve commettere un parziale suicidio.
Giacomo Tessaro
lunedì 13 gennaio 2020
Solitudine e isolamento
Inauguro la collaborazione di Tomas a questo blog riportando, su sua richiesta, un piccolo brano di un autore a noi molto caro, Carl Gustav Jung, autore fondamentale in una ricerca spirituale come la sua e la mia (di cui, a tempo debito, parleremo). Ecco dunque una citazione tratta dal Libro Rosso di Jung:
" [...] una certa solitudine e un certo isolamento sono le condizioni di vita indispensabili per il benessere nostro e degli altri, altrimenti non si può essere sufficientemente se stessi."
È una verità che molti sociofobici e introversi non comprendono, non valorizzando quindi la solitudine e l'isolamento. La società ci spinge altrove, lontano dalle nostre vere spiagge, e i risultati di questo naufragio e di questa distorsione molti sociofobici e introversi, come me, l'hanno provato sulla propria pelle; pochi, però, forse aprono gli occhi a una verità lapalissiana come quella che ci propone Jung: la solitudine e l'isolamento, in certe dosi, per essere se stessi.
C'è chi si adatta a cose lontanissime dal proprio carattere, c'è chi apre gli occhi a semplici verità. A ognuno il suo. Non mi resta che augurare a ogni essere umano di ritrovare la sua meta nel mare di questo mondo.
Giacomo Tessaro
" [...] una certa solitudine e un certo isolamento sono le condizioni di vita indispensabili per il benessere nostro e degli altri, altrimenti non si può essere sufficientemente se stessi."
È una verità che molti sociofobici e introversi non comprendono, non valorizzando quindi la solitudine e l'isolamento. La società ci spinge altrove, lontano dalle nostre vere spiagge, e i risultati di questo naufragio e di questa distorsione molti sociofobici e introversi, come me, l'hanno provato sulla propria pelle; pochi, però, forse aprono gli occhi a una verità lapalissiana come quella che ci propone Jung: la solitudine e l'isolamento, in certe dosi, per essere se stessi.
C'è chi si adatta a cose lontanissime dal proprio carattere, c'è chi apre gli occhi a semplici verità. A ognuno il suo. Non mi resta che augurare a ogni essere umano di ritrovare la sua meta nel mare di questo mondo.
Giacomo Tessaro
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