Blog collegato al gruppo Facebook Un gruppo chiuso. Per persone chiuse e alla pagina Facebook Ansia sociale, fobia sociale, evitamento. Si parla di ansia sociale, fobia sociale, personalità evitante, timidezza, introversione ma anche di disturbi psicologici e psicologia in generale. Qualche divagazione di tanto in tanto su altri temi.
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martedì 5 settembre 2017
La rentrée
Penso che una delle cose peggiori dei blog, peggio di questa incostanza universale, sia l’oblio che li avvolge quando, per esempio, la piattaforma cessa di esistere o il proprietario cancella il blog: un oblio che risucchia pensieri, sentimenti, recensioni, sfoghi, glitter faticosi da caricare… sono un accumulatore e un conservatore (di cose, non di idee) fanatico e non posso sopportare che miliardi di post vengano mangiati dal Nulla, perché, per quanto banali e volgari molti di essi siano (stati), hanno comunque significato qualcosa per l’universo soggettivo di chi li ha scritti, che poi è la cosa che veramente conta, soprattutto per noi introversi: non tanto ciò che ci succede, ma come lo filtriamo con il cuore e con la mente; pezzi di vita e brandelli di sentimenti a cui, se non altro, si può guardare a distanza di anni come in un museo.
Non sono mai stato un accanito lettore di blog: ogni tanto ci capito seguendo il filo di un argomento che mi interessa e magari ci resto a lungo, perché quel blog ha molto da dirmi. Avrei voluto (molti anni fa) essere un autore di blog, ma uno di quelli assidui e che scrivono cose molto intelligenti. Molto più incostante di quanto sono ora, il progetto blog non è mai andato oltre una decina di post, scritti oltretutto con una certa fatica. Un annetto fa Enemyofthesun mi propose di scrivere un blog insieme: come potete vedere dalle date, forse in dieci anni che provo a scrivere blog, non ho fatto quei gran progressi. Forse scrivo un po’ più intelligentemente, ma il tempo passa per tutti e inevitabilmente si matura, anche se sei fobico e timido. A mia discolpa posso dire che, rispetto a nove-dieci anni fa, sono infinitamente più preso da progetti vari e la scrittura la coltivo in altri modi. Ma non vorrei che questo progetto-blog languisse: non vorrei che la fobia sul Web si riducesse ai soliti gruppi e fora, che sciorinano più o meno gli stessi temi di anno in anno, non di rado con le stesse identiche parole. Vorrei dare il mio contributo per variare il discorso sulla fobia e l’introversione, per mostrare che sono quello che sono, ma possono essere anche altre cose e che c’è modo e modo di essere fobici, introversi e timidi.
Io ci provo. Tanto, anche se passeranno mesi fino al mio prossimo post, non mi corre dietro nessuno, tanto meno Enemyofthesun.
Giacomo Tessaro
lunedì 16 gennaio 2017
Il metodo finlandese anti-bullismo
http://www.eticamente.net/53657/il-metodo-finlandese-che-ha-eliminato-il-bullismo-nelle-scuole.html
Interessante. Spero funzioni peró anche in Italia e, nel caso affermativo, che venga qui introdotto.
lunedì 9 gennaio 2017
Inverno
Quanti amano il freddo?
venerdì 23 dicembre 2016
Il lago e il Tao
Per lungo tempo mi sono ritenuto una persona terragna, amante dei luoghi di montagna, che ha poca confidenza con l’acqua, come se questo fosse un dato immodificabile. Tre esperienze accadutemi di recente, in cui l’acqua ha agito come maestra e amica, mi hanno fatto capire come molto sia cambiato nella mia vita negli ultimi anni e quanta strada mi sia stato concesso di percorrere, viatico e conforto per le molte miglia che ancora mi restano da sudare.
La prima di queste esperienze si è svolta su un’altura prospiciente il lago Maggiore, quasi a voler segnare il congiungimento tra l’acqua e la montagna. Mi trovavo ad Arona per un incontro con un vecchio compagno di classe. Ero arrivato in anticipo di alcune ore rispetto all’ora fissata in quanto volevo visitare la cittadina dove non mettevo più piede da molti anni. Mi misi a camminare sul lungolago, sottilmente eccitato di riscoprire un luogo sepolto dagli anni, poi mi addentrai per le vie del centro e vidi l’ingresso di un parco, la Rocca Borromea. Mi misi a salire il sentiero sterrato, convinto che in cima ci fosse la statua gigante di san Carlo Borromeo, la quale invece si trova un poco più a nord. In cima trovai un piccolo parco incantevole con una vista mozzafiato sul lago, completo di stagno con paperelle. La giornata di inizio primavera era raggiante. Mi sedetti su una panchina e continuai la lettura del libro di un maestro taoista; di questo libro mi aveva parlato poco tempo addietro una signora incontrata alla fermata dell’autobus, a cui avevo detto di lavorare in biblioteca. Chiacchierando sulla comune passione per la lettura, mi disse di avere molti libri che voleva regalare alla biblioteca e citò in modo particolare questo libro taoista. Poco tempo dopo quella conversazione arrivai in biblioteca e vidi una pila di libri appena donati da qualcuno: lì in mezzo c’era “Il Tao per un anno” e capii che era passata la signora incontrata alla fermata. Paolo il bibliotecario lo scartò e ne approfittai subito, portandomelo a casa. All’inizio pensavo fosse poco più di un libro di pensieri dozzinali ma dovetti presto ricredermi.
Mi ero dunque seduto su una panchina all’ombra, vicino allo stagno e in vista del lago scintillante sotto il sole, delle colline boscose rilucenti, della Rocca di Angera che domina il paesino omonimo sulla sponda opposta del lago. Leggevo quelle pagine che emanavano una saggezza non scontata e, nel mentre, alzavo la testa per contemplare uno spettacolo che troppi danno per scontato, preferendo aggrapparsi a smartphone e Sky vari. Le parole che stavo leggendo risuonavano in maniera viva dentro di me e Dio stesso, con quello spettacolo che aveva preparato per quanti fossero in grado di apprezzarlo, sembrava voler comunicarmi che la vita è meravigliosa e che sono amato di infinito amore. A un certo punto non potei più staccare gli occhi dal lago che riluceva sotto di me e, mentre lo ammiravo quasi in adorazione, risuonavano dentro di me alcune frasi del libro. Sentivo che la Creazione tutta era mia amica, che lo era sempre stata ma quel giorno si era messa in contatto con me in maniera unica, o piuttosto ero io più ricettivo e attento di quando trascinavo e trascino le giornate chiuso nella mia stanza, pieno di stanchezza e di ansia. Ero felice in maniera autentica perché, se pure per pochi minuti, avevo colto il valore della vita, la mia e quella del Creato tutto.
Pochi minuti dopo dovetti tornare a una realtà più prosaica e comune, dovetti scendere dalla collina ma il ricordo di quanto mi successe quel giorno (in termini biblici, paolini per la precisione, potrei dire di “essere stato rapito al settimo cielo”) non mi ha mai abbandonato. Ho sempre amato i laghi ma in quei pochi minuti il lago è entrato in me: non è una metafora, è quello che è realmente successo, e non solo il lago è entrato in me ma tutto ciò che c’era attorno, compreso ovviamente il libro. Fu un assaggio di Verità, per quanto sia dato a noi esseri umani sperimentare.
domenica 18 dicembre 2016
Progetto web su ansia, evitamento, introversione
Blog: http://ansiafobiasociale.blogspot.it/
Forum: http://ansiafobiasociale.forumfree.it/
Gruppo: https://www.facebook.com/groups/ungruppochiuso.perpersonechiuse
Pagina: https://www.facebook.com/ansiafobiasociale/
In particolare, per il blog, potete collaborare in qualità di autori (oltre che ovviamente leggere e anche commentare).
Il forum è sulla piattaforma Forumfree che contiene tanti altri gruppi, assieme all'associata ForumCommunity detiene probabilmente la maggioranza dei forum esistenti e è probabile che vi siate già iscritti per altri forum, i dati di accesso sono gli stessi. Ma in caso contrario, esiste la registrazione veloce, via Facebook.
Si apre facilmente anche da cel, esiste pure un'app apposita se vi piace la piattaforma. E ha l'anonimato di un forum, come ai vecchi tempi del web. Magari ormai con l'avvento e il predominio dei social network (comunque irrinunciabili) un blog e un forum possono sembrare cosa superata, ma sono convinto di no e può essere che qualcuno si senta più libero e più a suo agio su questi strumenti.
Il mondo del lavoro
Con questo post vorrei provare a testare la vostra partecipazione: chi di voi ha ansia sociale,evitamento e lavora? Protetti dall'anonimato,potreste raccontare di cosa vi occupate, le vostre esperienze, come vi trovate. Sia come semplici commenti,sia con un post vostro, da autori (il blog é collettivo, ricordate).
domenica 11 dicembre 2016
La mia introduzione
Chissà che dai miei interventi non possa scaturire qualcosa di utile, anche se nei dibattiti credo molto poco, meno che meno in quelli facebookiani: guardo alla vita in maniera esperienziale più che discorsiva, importante è ciò che sperimenta l’individuo in prima persona e il modo in cui si forma le proprie opinioni e concezioni personali (giuste o sbagliate, poco importa; l’essenziale è che siano “sentite” in maniera autentica), il lavoro-gioco quotidiano di costruirsi la propria vita e la propria esperienza con tutto ciò che abbiamo a disposizione (persone, luoghi, libri, musica, Internet, emozioni, pensieri, sentimenti, ricordi), in quanto tutto è importante, anche stare fermi per un certo periodo, perché quando si sta fermi si può riflettere con più calma. Forse le mie riflessioni e il mio innato ottimismo potranno dare una scossa a qualche fobico. Non posso fare altro che registrare il mio cammino, nella speranza di incrociare qualcuno di voi e fare, insieme, un pezzo di questo cammino.
Giacomo Tessaro
